sabato 11 gennaio 2014

11.1.14

Oggi mi sono alzata controvoglia. Avevo le palpebre doloranti, anche solo tenere gli occhi aperti mi faceva male. 
E poi sono uscita di casa. Il freddo e' entrato nella mia pelle, sotto la mia pelle, e mi ha fatto ribrezzo: perche' deve esistere l'inverno? 
E' cosi semplice nell'equatore, dove il freddo e il gelo non arrivano mai. 
Poi per di piu' il freddo e il brutto tempo mi fanno diventare depressa. A scuola gli occhi non ne volevano sapere di rimanere aperti. E per di piu' ho avuto una giornata davvero pesante. Poi, pianificato che sarei tornata a casa e mi sarei messa nel letto, ho scoperto che avremmo avuto uno stage con un'insegnante-coreografa che veniva da Milano solo per noi, per cui non sare potuta mancare per niente al mondo! Quindi tornata a casa sono subito ripartita, e mi sono allenata per tre ore. 
Uscita chiamo mio padre e mi dice che non sarebbe potuto venirmi a prendere, quindi mi sono fatta lasciare da una mia amica nella piazza centrale, con l'idea di prendere l'autobus e tornare a casa quanto prima. 
Beh, quel "quanto prima" si e' rivelato essere piu' di tre ore: ogni cinque minuti qualcuno mi ha trattenuto per una decina di minuti. Finalmente alle 8.30 sono riuscita a rientrare e cenare. Ora, penso per grazia di Dio, sono nel letto e posso con cosi tanta felicita' chiudere i miei occhi.

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